Ne manca uno per fare trecento. Trecento riesumazioni, proverbi, strambotti, rime baciate e detti magari sconclusionati . Nelle lunghe serate invernali al Circolo Unione uomini noti, professionisti e perdigiorno stavano a cercare di rammentarsi l'un l'altro la vecchia saggezza popolare di questa gran terra di Racalmuto. Noi ricordiamo Peppi Buscarinu, Totu Garlisi, Cicciu Marchisi, Nnaziu Pitruottu, Liddru Savatteri, Totu Scimé, Jachinu Farrauto, Guglielmu Schillaci, Tanu Matina, Tanu Jacunu. Altri sono pure gli autori ma non c'erano nei rari momenti che potevo frequentare il Circolo Unione. Il Circolo Unione è gloriosa quasi bisecolare istituzione racalmutese. Galantuomini e Do che fossero, maniaci per inesistenti blasoni, quel che volete ma da lì passa l'ìntera cultura racalmutese. Richiamare sino alla noia Sciascia e il suo Circolo della Concordia è stucchevole. Del resto Sciascia al Circolo lascia una traccia ma è quella ormai straconsunta della su...
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Racalmuto e la mafia L’eloquio di don Mariano Arena, la sua pentacoli umana – rimasta proverbiale – i contorni persino folclorici delimitano un marchio di origine: Racalmuto, la mafia quale a cavallo tra gli anni ’50 e ’60 nel paese si raffigurava o la si arzigogolava. Il Giorno della Civetta esordisce, icasticamente, con un brumoso paesaggio racalmutese: «La piazza era silenziosa nel grigiore dell’alba, sfilacce di nebbia ai campanili della Matrice», è codesta descrizione familiare del paese natio, uno squarcio d’autunno quale dalla finestra appannata dello zio acquisito Sciascia chissà quante volte vide. Tra lo spiazzo della Matrice e lu Chianucastieddu, appunto. E nel romanzo echeggiano i luoghi comuni del Circolo Unione: «Noi due siciliani, alla mafia non ci crediamo [voi]… non siete siciliano e i pregiudizi sono duri a morire. Col tempo vi convincerete che è tutta una montatura. » Mafia uguale pregiudizio, mafia uguale montatura. Si può anche indulgere ...









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